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 I discepoli di Emmaus (da Fiorenzo)

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lollotino
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MessaggioTitolo: I discepoli di Emmaus (da Fiorenzo)   Ven Apr 04, 2008 12:14 pm

vi allego la riflesione del nostro Diacono preferito...

Un salutone in Cristo

Due compagni voltano le spalle a Gerusalemme credevano di aver trovato il senso della loro vita. Avevano ascoltato il Maestro lo avevano seguito, ma..... la condanna a morte di Gesù aveva deluso la loro speranza, si son sentiti traditi.
la speranza riposta nel Maestro era fondata su aspetti materiali, forse politici,economici...ma contagiava comunque tutti i settori dell'esistenza umana.
Qiando il senso intravisto viene a mancare, i discepoli si sentono svuotati si sentono invasi da una profonda tristezza,
forse è la stessa sensazione che prova l'uomo quando ha perso il senso della fede, quando ha basato tutto sulla sua materialità, a discapito dell'interiorità della relazione che colma l'angoscia e l'incertezza del domani.
Il senso della vita "scava quanto colma e provoca le sete almeno quanto disseta".
I compagni sono in cammino: il percorrere insieme un sentiero fa cogliere aspetti nuovi su ciò che ci circonda, diversi aspetti del modo di "camminare insieme". Chi non ha percorso durante la propria vita la strada verso Emmaus? Chi non ha creduto una volta nella sua vita che tutto, come quella sera... era perduto? Cristo era morto in noi, ma LUI era lì vicino a noi, seguivamo una strada, e qualcuno camminava al nostro fianco, eravamo soli e non lo eravamo.
Si tratta di lasciarci prendere di sorpresa di lasciarci amare, quando non vediamo la strada ci sono gli occhi dell'Amico, quando non ascoltiamo le voci del mondo ci sono gli orecchi dell'Amico, quando non ... se ci abbandoniamo c'è sempre sul nostro cammino quell'amico pronto a dire "eccomi", quando sulla strada la sera volge al declino c'è sempre la certezza di un nuovo giorno, di una nuova luce. il cammino non è insignificante, puramente ripetitivo: esso svela nuovi orizzonti, apre al nuovo permette a colui che lo percorre di ritrovare se stesso e aprirsi a Dio, "Io Sono la Via la Verità la Vita".
Si intrattengono su tutto ciò che era avvenuto: il racconto di Emmaus è un continuo comunicare, i discepoli dialogano in modo abbastanza animato, non sembrano d'accordo su ciò che era avvenuto, Gesù si introduce abilmente nella conversazione, affinchè i due trovino o ritrovino la fede. Immaginate di essere uno dei discepoli, la parola di Gesù, di Colui che ci ha amato ci scalda, ci infiamma il cuore, è parola che può far nascere a vita nuova. Oggi il nostro parlare purtroppo molte volte diventa "sparlare", non è comunicare ( mettere in comune, comunione, comune unione ) è imporre.
Dovremmo rispettare i due tempi del dialogo: il tempo dello scambio, in cui ciascuno comunica quello che gli sat a cuore, "si scopre" e il temo dell'approfondimento, in cui la preoccupazione della verità obbliga ad un decentramento, a un ascolto attento dell'altro grazie al quale progredisce nella sua verità, Gesù con dolcezza apre loro la mente li riporta ad una "presenza assenza" che li riporta alla gioia del condiviere e non nell'amarezza del dividere.
Lo riconobbero allo spezzar del pane: Emmaus è anche una questione di sguardo, sulla realtà e sulla persona di Gesù. la conversione da attuare conssiste dagli occhi imediti ad occhi liberati. il garante di ciò è dio, ma non si devonoscartare le implicazioni umane. l'esser prevenuti confonde lo sguardo, deforma la percezione di spazio tempo, rende l'altro insopportabile, spinge ad una lettura negativa degli eventi, non osa accogliere una buona notizia, di contro lo sguardo positivo può comunicare un messaggio di presenza, amicizia e gioia, può essere stimolante e vivificante pensate "ciò che conosciamo dell'amicizia dell'amore ci è stato trasmesso attraverso lo sguardo di coloro che sono stati nostri amici e ci hanno amato"
"ogni sguardo è un itinerario verso la profondità nascosta: quando guardo chi mi gurda, noi non ci limitiamo a guradarci gli occhi, ci guardiamo negli occhi: ricerca dell'al di là del visibile"(J.Brun), " e Dio vide che era cosa buona....."
il gesto del veder spezzare il pane parla tanto quanto la Scrittura, attraverso questo gesto Gesù ci fa comprendere come la parola insieme alla frazione del pane pone fine all'accecamento interioer e profetizza un avvenire.
Gesù attraverso Emmaus ci mostra l'Eucaristia che diventa pasto del cristiano in cammino.
buona domenica fiorenzo

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