IndiceCalendarioFAQGalleriaCercaRegistratiLista UtentiGruppiAccedi

Condividere | 
 

 Camminare sull'acqua

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
AutoreMessaggio
Millo
Admin
Admin
avatar

Numero di messaggi : 120
Età : 48
Località : Guardando verso sud, la seconda stella a destra ...
Occupazione/Hobby : Poeta ... per caso
Umore : Sognatore
Data d'iscrizione : 13.01.08

MessaggioTitolo: Camminare sull'acqua   Mar Gen 15, 2008 4:02 pm

Nella pausa natalizia mi sono ritrovato a scavare ancora più giù nelle profondità di me stesso, per cercare ancora una volta di leggere qualcosa di me che non sia troppo superficiale. Si perchè più vado avanti e più mi accorgo che conoscere e giudicare se stessi è la cosa più complicata del mondo, figuriamoci poi quando in certi momenti mi prende quella superbia che hanno un po' tutti gli esseri umani, di esprimere giudizi sul prossimo ... posso solo rabbrividire col senno di poi ...

Le pause ... adoro questi periodi dell'anno in cui ho davvero la possibilità di fermarmi così come voglio io, ho finalmente la possibilità di fare davvero silenzio ... ma non quel silenzio che deriva dal chiudersi in una stanza, tenendo fuori i rumori del mondo, no .. non quel silenzio. E' quel silenzio che si riesce a fare dentro se stessi, una volta messi a tacere quei rumori e quelle voci derivati dai nostri pensieri di tutti i giorni, invadendo quel campo che bisognerebbe tenere sempre più sgombro possibile: il cuore ...

Le pause dettano sempre i giusti tempi, in ogni cosa. Su uno spartito musicale l'importanza delle pause è piuttosto scontato, per non parlare delle virgole in un testo, che danno le giuste tonalità di colore alle parole e le fanno respirare, senza contare poi in un'opera teatrale o in un film, ciò che la pausa fornisce alle emozioni dello spettatore ... quando si sta li ad aspettare ciò che succede dopo, restando con il fiato sospeso ... scrutando gli sguardi degli attori cercando di decifrare qualcosa ...

E' meraviglioso quando riesco finalmente a premere il tasto "pause" sul lettore/masterizzatore DVD della mia vita ... eh si, la tecnologia evolve velocissimamente, così pure la velocità di lettura/scrittura ... ma spesso velocità e qualità non vanno di pari passo ... quante volte ho copiato il DVD del mio matrimonio, abbassando volutamente la velocità di scrittura per permettere al laser di sostare per più tempo sui solchi del DVD, ed imprimere sempre più in profondità sulla sua superficie quei momenti che non vorrò mai dimenticare ...

Per cui anche durante la masterizzazione del DVD della mia vita, che avviene in tempo reale ovviamente, spesso decido volutamente di rallentare la velocità, per permettere a ciò che la vita mi consente di vivere, di essere impresso sempre più in profondità sulla superficie del supporto di scrittura ... Un supporto speciale sapete ? Un supporto di nome cuore ... e il laser ? Beh, naturalmente quel laser è costituito da tutte le emozioni che lo alimentano e lo rendono potente ... E' importantissimo il laser sapete ? E' importante quanto il supporto su cui incide con la sua luce ...

E chi si è imbattuto un minimo nella masterizzazione di CD e DVD sa che il flusso di dati che finiscono impressi sulla superficie del disco, deve essere mantenuto costante, pena imbattersi nel funesto errore "BUFFER UNDERRUN" con la conseguente compromissione del disco ... risultando un DVD scritto a metà o illeggibile .... Mad

Proprio come il DVDCUORE, se non consentiamo al flusso di dati lacrime/sorrisi/ignoto/sentimenti/dolore/amore, di essere costante e quindi di vivere intensamente fino in fondo, ognuna di queste cose, il nostro LASEREMOZIONE non potrà stare al passo della nostra vita, perchè avremo volutamente deciso di non vivere mai nulla fino in fondo ... e la conseguenza sarà la stessa ... un bel "BUFFER UNDERRUN" che si traduce in un:

"ho paura delle emozioni che derivano dall'ignoto, dal rischio, dal dolore ... e cosa anche peggiore dall'amore, perchè la cosa peggiore che si possa fare, è avere tutto per essere felici e non fare nulla per assaporare questa potenziale felicità, perchè troppo chiusi dalla nostra paura di vivere ... "

Questa paura rende il nostro cuore ... illeggibile ... proprio come quel DVD scritto a metà ... Proprio come il mio cuore qualche anno fa.

E allora a che serve ora aver schiacciato il tasto "pause", tenendo fermo il laser ad incidere un particolare momento di vita, che vive proprio in questo post, sull'iridescente superficie del mio DVD ?

Beh, la prima cosa è proprio la consapevolezza di ciò che ho appena espresso in questo testo ... La consapevolezza di aver compreso nella mia personale verità, le 3 componenti che compongono il complesso, eppur semplice mosaico della vita ... un mosaico composto ed espresso in una metafora dal chiaro sapore tecnico/biografico, derivato dalla mia deformazione professionale ... e la consapevolezza ... meravigliosa parola che mi accompagna in ogni mia piccola/grande scoperta, che oggi mi ha fatto scoprire e soprattutto padroneggiare quel piccolo tasto "pause" e da quel piccolo tasto ho ricostruito l'intero "aggeggio": che sembra perfetto come una macchina, ma è meraviglioso perchè è molto più di ciò che sembra, ed è molto più meraviglioso di qualunque cosa "perfetta" ...

Quel tasto "pause" ha un nome ben preciso sapete ? E' banale chiamarlo così, perchè quando oggi ho deciso di premerlo, e quindi ho chiaramente compreso in questo gesto, che la sola libertà di poterlo premere quando sento di doverlo fare è qualcosa di grande .. e che si può fare in uno qualunque dei 365 giorni di un anno e non solo a Natale, Pasqua o ferragosto ... e una volta che l'hai premuto capisci che l'importanza di quel piccolo gesto è tale che non puoi permetterti di farlo troppo poco spesso. Si, quel tasto ha un nome e qual'è il nome del tasto "pause" ?

Dio. Si, ragazzi è proprio Dio. Si, perchè nell'esatto istante in cui con l'indice della mano sfiori il tasto, e crei quel silenzio dentro di te ... arriva Lui.

Ti invade, ti avvolge, ti abbraccia, ti parla. Non può non essere così. Dio arriva sempre quando creiamo le condizioni che gli permettono di arrivare ... Come al vero sognatore che sa che per realizzare i suoi sogni, che sono farfalle variopinte di speranza, non serve munirsi di retino e correre affannosamente dietro a quelle farfalle per cercare di prenderle, sarebbe fatica vana, ma piuttosto curare i fiori del prorpio giardino, affinchè si creino le condizioni, e siano le stesse farfalle dei sogni ad andare nel giardino del sognatore ...

Creare le condizioni ... è questo che molto semplicemente alimentiamo con la parola "fede" ... Io creo "il silenzio" , ed ho fiducia che Dio mi parli, perchè so che sono le condizioni affinchè Lui venga da me... Io "curo" i fiori del mio giardino, che sono le mie passioni e i miei ideali, affinchè i miei sogni mi vengano spontaneamente a trovare ....

Creare, Curare ... due parole che presumono "un'azione", un mettersi in gioco, un proporsi attivamente ... Avere quella fede e lasciarsi condurre, però in modo attivo e non passivo. Un agire innanzi tutto e non solo un re-agire subendo ciò che ci accade nel quotidiano ... E' questo che intendo quando dico che voglio essere il protagonista del film della mia vita e non lo spettatore ...

E da quando il mio cammino si è arricchito di una fiducia o fede che non pensavo di poter avere ... il mio laser è diventato più potente e luminoso, e ciò che incide sul mio DVDCUORE, è davvero qualcosa di diverso e meraviglioso ... ed è la fiducia, nient'altro che la fiducia che mi conduce all'Amore.

Eppure ogni giorno mi scontro con tutti quelli che non si fidano di chi si fida di Dio ... Sembra un gioco di parole, ma è la realtà di ogni giorno. Un esempio ? Una volta confidai ad un collega in un mese in cui soffrivo particolarmente il peso delle spese economiche, che non sapevo granchè bene se fossi arrivato a fine mese ... ma vedeva il mio volto che contrastava con la mia affermazione. Si, perchè a detta sua gli stavo raccontando qualcosa di una certa gravità, ma con il volto sereno. Quasi volessi prenderlo in giro ...

Riflettendo sulle sue parole, gli dissi: "Beh, forse mi vedi sereno perchè affido i miei problemi a Dio affinchè mi sostenga e mi aiuti ad essere fiducioso ..."

E lui, comincia a guardarmi come un matto da internare al manicomio ... e mi dice in modo ironico: "Tutto qui ? E così facendo non hai paura di non fare abbastanza ?" ...

Ma in quel momento, non ebbi la prontezza e la lucidità di portare ulteriormente avanti il mio discorso ... perchè il mio era un discorso vero, ma ancora scarsamente consapevole, perchè sempre scarsamente avevo fino a quel momento scoperto e premuto il tasto "pause" e permesso a Dio di stare con me in tutto e per tutto ... così come lo sento in questo momento in cui le dita stanno scrivendo e non riescono a fermarsi ... con l'affanno di chi cerca di fotografare un istante importante della propria anima e teme di confondere il grandangolo col teleobiettivo .. La frase: "non hai paura di non fare abbastanza ..." è proprio quella paura che blocca noi e la nostra fede e che provoca il suddetto BUFFER UNDERRUN ...
Avrei voluto dirgli che è bellissimo aver fiducia in qualcuno, e se quel qualcuno porta il tuo nome prima, e poi quello di Dio, in quel momento di binomio perfetto, sai che non stai sbagliando, che Dio è qua con me, che non sta in cielo come se stesse in pensione, perchè come dice la Bibbia, "il nostro nome è inciso sul palmo delle Sue mani..." ....

A quel collega avrei voluto dirgli che le mie parole cercavano di essere coerenti con quella "fiducia superiore" che è spesso flebile, ma quando la senti devi aggrappartici con tutto te stesso, perchè ci diciamo credenti, ma agiamo come se Dio non esistesse ... ci diciamo suoi figli, ma viviamo come se fossimo orfani ...

Avere fede significa per me dare tutto avendo la consapevolezza di ricevere tutto, credere sempre, aldilà di ogni speranza, come il figlio piccolo che ha quella cieca fiducia nel suo papà ...

Significa dare tutti e due gli occhi a Dio, per avere la possibilità di sbirciare la vera Verità, significa dare tutte e due le mani a Dio, per avere la possibilità di usarle per costruire davvero la propria vita ... significa donare tutte e due le gambe a Dio, per poter pensare di arrivare in quei posti che non hanno coordinate sulla cartina ... ma che sono i più importanti ...

Purtroppo molti non prendono Dio sul serio .... e questo mi fa riflettere e contemporaneamente mi rattrista. Perchè spesso io sono stato uno di questi. Ma oggi mi sento diverso, oggi ho premuto il tasto "pause" e Dio è qui con me ... e io gli sorrido scrivendo ...

Dare tutto per ricevere tutto .... e la parola tutto va oltre ciò che di materiale ci passa per la testa ... per me questa è la fede ... e se davvero fossimo così bravi da crederci fino in fondo ... si, se credessimo davvero fino in fondo che Dio ci prende per mano e ci conduce ... allora non dovremmo aver paura ... non dovremmo aver paura nemmeno ... di camminare sull'acqua ...

Scusate questo fiume di parole ... dono anche a voi tutto ... sicuro di ricevere tutto ....

Un abbraccio di cuore.

Millo

_________________

Non amare per paura di soffrire, è come non vivere per paura di morire ...
(Victoria Colonna)

Tornare in alto Andare in basso
Vedi il profilo dell'utente http://famiglieincammino.forumattivo.com
 
Camminare sull'acqua
Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 1 di 1
 Argomenti simili
-
» Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando è nata Benedetta
» Non riesco a bere l'acqua...
» Acqua, camomilla
» Thrive - Gioco sull'evoluzione
» Strutture che praticano parto in acqua

Permessi di questa sezione del forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
Famiglie in cammino :: Camminiamo insieme :: I grandi temi della fede-
Andare verso: